BANCHE: a che punto è la liberalizzazione.


Diverse, nel settore delle banche, le misure adottate dal Ministro dello Sviluppo Economico Pier Luigi Bersani; tra le più attese, quella che oggi vieta alle banche di applicare ai propri clienti delle spese aggiuntive nel caso in cui vogliano chiudere un conto corrente. Se in passato l'utente bancario era costretto a pagare delle commissioni qualora avesse voluto estinguere un rapporto di conto corrente con la propria banca, ora, per legge, non è più così: il consumatore può infatti chiedere la chiusura del conto senza dover sborsare un centesimo. Inoltre, qualunque modifica alle condizioni contrattuali, decisa unilateralmente dalla banca, si ritiene inefficace se non espressamente comunicata al cliente in forma scritta e con un preavviso minimo di 30 giorni. Dal momento in cui riceve la comunicazione, il cliente ha poi a disposizione 60 giorni per decidere se recedere o meno, sempre senza spese, dal contratto. Trascorso questo termine, la modifica si ritiene approvata. Fondamentale anche l'introduzione dell'obbligo per gli istituti di credito di modificare i tassi di interesse, sia debitori che creditizi, contestualmente alle decisioni prese dalla Banca Centrale Europea. Un'altra grande novità riguarda poi l'abolizione delle penali - previste prima dell'entrata in vigore del Decreto Bersani - in caso di estinzione anticipata del mutuo. Sempre in materia di mutui, altro passo fondamentale in direzione di una maggiore libertà di scelta del consumatore, è quello che sancisce la "portabilità del mutuo" tramite surrogazione. Nei dettagli, il cliente che ha un mutuo presso una banca può decidere di trasferire il suo debito a un'altra banca che offra delle condizioni economiche più vantaggiose. Il tutto senza dover chiudere l'ipoteca con la vecchia banca e aprirne un'altra con la nuova e quindi senza dover ricorrere a un notaio. Purtroppo, però, sono ancora diverse le banche che non accettano tale provvedimento e che eludono non solo la mobilità dei mutui ma anche le altre norme stabilite dal Decreto. Ad oggi, ad esempio, molti consumatori reclamano che i costi di chiusura del conto, completamente abrogati dalla legge, vengono spesso sostituiti da "oneri e spese di liquidazione e interessi"; o che l'estinzione dell'ipoteca su un vecchio mutuo, che dovrebbe essere gratuita, viene fatta pagare e anche a caro prezzo. Le scuse più comuni addotte dagli istituti di credito per giustificare la propria inadempienza sono "attesa dei nuovi regolamenti, legge di dubbia interpretazione, non aggiornamento del software". La verità è che non stanno rispettando la legge e il cittadino può rivolgersi alle associazioni dei consumatori per far sentire la propria voce ed essere giustamente tutelato nei propri diritti.